Tutti i testi di Jeff Buckley nel libro “Dark Angel”
10 08 2007
Cosa è successo nelle acque del Wolf River quel 29 maggio del 1997? Quali i retroscena del tormentato rapporto con un padre geniale, morto quando il figlio aveva soltanto nove anni? Oggi, a dieci anni dalla sua prematura scomparsa, un alone di mistero continua ad avvolgere la controversa figura di Jeff Buckley. Rimangono le canzoni, il resto conta poco. Le note e le parole sono ancora vibranti e l’emozione cresce se ci si accosta all’universo travagliato e pulsante che ha generato capolavori ormai impressi a fuoco nella storia della musica. Più della discussa biografia, sulla quale sono stati versati fiumi d’inchiostro, contano le canzoni. A testimonianza di ciò, la recente uscita di Dark Angel. I testi di Jeff Buckley (Giulio Casale-Luca Moccafighe, Ed. Arcana, 2007). Un libro di testi. Semplicemente. Perchè, come spesso accade, le vicende personali non prendano il sopravvento sulla purezza dell’arte. Per un approccio diretto, rispettoso e senza mediazioni con una discografia di enorme spessore. Per entrare nella dark side dell’artista dalla porta principale: le sue composizioni. Perchè non c’è niente di più bello che si possa scrivere per magnificare la sua opera se non riproporla. Eccola, è qui. Non c’è altro da aggiungere.
Il libro non ha alcuna pretesa se non quella di mettere il lettore davanti ai testi, tutti con traduzione a fronte, del cantautore statunitense per meglio comprendere il senso più profondo della sua musica e delle sue canzoni, cantate con quella voce straordinariamente duttile, ereditata dal padre, passando in un attimo dall’acuto al tono baritonale. Gli spettri che ne agitavano la mente, le sofferenze interiori, l’anima gettata in ogni nota, in ogni parola. Tutto questo è dentro Last Goodbye, Grace, Eternal Life, Moodswing Whiskey ed in tutti gli altri successi nati dall’introspezione sofferta che spezza le vene e fa scorrere il sangue. Sangue che scorre e cuore che batte ancora oggi, ad ogni ascolto.
Guarda il bellissimo video di Grace
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Martina Manescalchi
Jeff Buckley sì che è stato un grande…grande perdita!
ho letto “Dark Angel”…Jeff Buckley è davvero il nostro angelo dark…
Il migliore in assoluto!
Ogni nota che butti fuori dalla tua bocca è un brivido…
Riesci a fare piangere,sfogare…
Sei il migliore…da quando ti ho scoperto(con hallelujah)sei diventato il mio idolo ed io il tuo fans…
Addio Jeff…
Ps:l’anima è morta ma la voce è sopravvissuta…
non dimenticatevi di freddie mercury……..in confronto un dio
Jeff….senza parole…fa piangere…fa sfogare…grazie di tutto… soprattutto di averci lasciato la tua splendida voce a rasserenarci la vita!
grande musica … grandi testi … e che grande voce! dio ne era geloso ecco perchè a mandato i suoi angeli a prenderti … il tuo canto infiammera l’aria e la terra di questo mondo, riscalderà le nostre anime e ne nutrirà la vita … per sempre … grazie Jeff
al ps di jeff fans.. se hai davvero ascoltato Hallelujah non puoi dire che la sua anima è morta …. continua a vivere nella sua voce!!
Carlo che cazzo c’entra Freddie Mercury, due personalità diverse, due generi, due stili diversi, una vita e una morte diversa… allora se ti parlo di De Andre cosa mi dici? Che Freddie cantava meglio?? Ma l’accendi il cervello ogni tanto? Sei veramente un idiota…
ah..jeff…ragazzi jeff buckley non è morto è semplicemente tornato a casa..sì..perchè lui è un angelo..è venuto per farci emozionare,cantare,piangere e sperare..ma prima o poi doveva tornare a casa..con nostro grande rammarico!non è vero che la sua anima è morta..c’è un suo pezzettino d’anima nel cuore di ogni suo fan..e poi l’anima cel’ha lasciata attraverso le canzoni..perchè le emozioni di una persona(le canzoni)compongono l’anima..è come un puzzle..addio jeff adesso puoi cantare la tua hallelujah in pace..angelo mio..