Morgan

Morgan l’altra parte di me è stata uccisa da Asia.

21 05 2008

Morgan l’altra parte di me è stata uccisa da Asia.La storia tra Morgan dei Bluevertigo e Asia Argento , si sa, è stata molto travagliata e dopo tento tempo arriva lo sfogo.
In una dichiarazione il cantante parla di Asia e le si scaglia contro dicendo: “Sto vivendo una nuova vita, l’altro Morgan è stato ucciso dalla mia ex”.
Del vecchio Morgan rimane la voglia di fare e di essere un buon padre, quanto alle donne dice: “non entrano in casa mia”, mentre la Argento si sta rifacendo una vita e sta avendo un figlio da un altro.



Morgan : dai Bluvertigo a ” X Factor “. Passando per la reunion

26 03 2008

MorganSe solo qualche tempo fa ci avessero detto che avremmo visto Morgan dividere lo stesso squallido palco nientemeno che con Dj Francesco e Simona Ventura, non avremmo creduto alle nostre orecchie.

Eppure è così. All’artista, che ormai da tempo ha abbandonato l’ispirazione dei tempi dei Bluvertigo, non rimane che gongolarsi sulle poltrone di X-Factor, il nuovo reality targato Rai.

Si atteggia a maestrino con una pettinatura che definire caricaturale è un eufemismo. Divide la scena con personaggi che nulla hanno a che vedere con la musica. E lui, nonostante tutto, gioca ancora a fare l’alternativo, quello che rifiuta un mondo nel quale è immerso fino al collo.

Peccato.
Per un periodo nemmeno troppo breve avevamo pensato che Morgan rappresentasse una ventata di freschezza per la musica italiana. I testi mai banali, la musica elettronica e le performances coinvolgenti dei Bluvertigo ci avevano fatto ben sperare. Poi è successo quello che è successo.

Avremmo sperato di vedere la band produrre ancora canzoni e nuovi album, invece dobbiamo accontentarci di tre dischi e una raccolta. Anzi due, se contiamo anche quella che uscirà subito dopo la reunion.

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Morgan: i Bluvertigo di nuovo insieme

11 11 2007

Morgan“Sono assetato di musica, ma non ce n’è. Così faccio io la musica che mi piace ascoltare”.
Così parlò Morgan.

La presunzione non ha limiti, a quanto pare. Eppure sono lontani i tempi in cui il cantante dava sfogo al suo estro ed incantava il pubblico con le sue performances insieme ai Bluvertigo.

Musiche ricercate e gradevoli, testi intelligenti, il gruppo era la nuova promessa della musica italiana. E poi? Poi il frontman diventa sempre di più un personaggio e passa più tempo nelle pagine di gossip e nelle poltrone di opinionista piuttosto che sul palco. E il gioco finisce.

Morgan rigurgita velleità messianiche e si atteggia a musicista raffinato; a giudicare dal risultato però, l’artista sembra aver trascorso gli ultimi anni a curare più il suo look che la sua musica. Talentuoso, poetico, originale, il musicista si è avvitato su se stesso e, senza alcuna motivazione apparente, è salito sopra un piedistallo da dove sputa sentenze e canzoni contorte per un’ élite che non si capisce bene da chi sia composta.

Peccato. Ci aspettavamo altro dall’ istrionico interprete di quello che era uno dei gruppi più freschi del nostro panorama musicale. Tutto questo prima che Morgan decidesse di essere diventato troppo tormentato e filosofo per questo mondo. Asia Argento, con tutta probabilità, ha fatto il resto.

Ma uno spiraglio di speranza sembra aprirsi. Continua a leggere »



Morgan in concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma

23 10 2007

MorganMorgan, al secolo Marco Castoldi, sarà in concerto a Roma presso l’ Auditorium Parco della Musica il prossimo 30 ottobre.

L’artista, uno dei più interessanti nel panorama italiano, presenterà in versione live il suo quarto album da solista  DaAadA, ispirato per sua ammissione a John Lennon e allo stesso tempo autobiografico.

Amore, morte ed ossessione i temi portanti del disco, le cui tracce andranno a comporre uo spettacolo che vedrà l’esecuzione dei vecchi brani portati al successo con i Bluvertigo ed omaggi ad altri cantautori.
Morgan è infatti solito concludere i suoi concerti interpretando canzoni del suo padrino Franco Battiato e di Fabrizio De Andrè, di cui ha reintepretato lo storico album Non al denaro, non all’amore nè al cielo. Continua a leggere »



Simone Cristicchi si racconta a Strike – il libro, il documentario, la vittoria al Festival di Sanremo.

30 03 2007

Simone CristicchiLunedi 2 aprile, alle ore 19:00 (e in replica, alle ore 22)

 

In chiaro sul satellite e canale 815 SKY

 

La sua “Ti regalerò una rosa” è tra le hit del momento, il suo video è tra i più trasmessi in Europa.

 

Un successo che continua dopo Sanremo 2007 quello di Simone Cristicchi che Magic ha incontrato per una lunga chiacchierata utile a conoscere uno dei nuovi personaggi della musica italiana. Paolo Vita ha curato lo special che Magic manderà in onda lunedi 2 aprile alle 19 e, in replica, alle 22.

 

Simone Cristicchi, classe 1977, è stato allievo di Benito Jacovitti. Un innamorato della canzone d’autore, e non solo di quella italiana: Franco Battiato, Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Lucio Battisti, Sergio Endrigo, Paolo Conte, Fabrizio De Andre’, Vinicio Capossela, Chico Buarque, Caetano Veloso, Nick Drake, Jeff Buckley e Syd Barrett inquieta anima dei primi Pink Floyd.
A 21 anni, il suo nome comincia a circolare tra gli addetti ai lavori e, nell’estate del 1988, incontra il produttore Francesco Migliacci.
Grazie alla sua profonda conoscenza del repertorio e della poetica di Jeff Buckley, il cantautore americano morto nel 1997 in circostanze drammatiche così come il padre, il leggendario Tim Buckley, Simone viene invitato ad esibirsi nel 1999 a Milano in una serata tributo insieme a Morgan dei Bluvertigo e Cristina Donà.
Nel settembre 2003 vince a Crotone il Cilindro d’ Argento, premio dedicato ai cantautori emergenti nell’ambito del Festival “Una casa per Rino”, dedicato a Rino Gaetano. Comincia così, al seguito dei “CiaoRino”, cover band romana intitolata al cantautore-“nonsense”, una intensa attività live destinata a continuare con Max Gazzè, Niccolò Fabi, Marlene Kuntz, artisti cui apre i rispettivi concerti.
Il 2005 è l’ anno dell’ affermazione: a gennaio la firma del contratto discografico con Sony Bmg; tre mesi dopo l’uscita del singolo “Vorrei cantare come Biagio” (col relativo video realizzato da Gaetano Morbioli), anticipato dall’anteprima che lo stesso Biagio Antonacci – intelligentemente – decide di offrire il 12 aprile al giovane Simone cedendogli il palcoscenico del Palalottomatica di Roma per la curiosa canzone-“presa in giro” che in realtà è un ironico e raffinato j’accuse ai meccanismi dell’industria discografica. La canzone arriva rapidamente nelle zone alte delle classifiche radiofoniche e di vendita dei singoli: in questa maniera si aprono a Cristicchi le porte del Festivalbar. Poi, dopo quattro esibizioni, arriva di fronte ad una platea immensa, la serata finale del 14 settembre all’ Arena di Verona. Sempre nel 2005 si susseguono una vera e propria pioggia di premi e riconoscimenti: il Premio Musicultura ( già Premio Recanati ) e la Targa della critica con il brano “Studentessa universitaria”, che verrà inserito nell’album di debutto; inoltre Cristicchi primeggia nel Premio Giorgio Gaber, a Viareggio, nell’ambito del Festival del Teatro Canzone. Ancora successi: il Premio Carosone per la migliore canzone ironica; “artista dell’anno” al Festival “Dallo Sciamano allo Showman” (Premio Renzo Bigi Barbieri); il Premio Nielsen, il Premio Charlot (migliore canzone comica), il Premio Mei (Artista rivelazione), il Premio Internazionale delle Arti Leone d’Argento di San Marco, il Premio della critica di Musica e Dischi, il Premio Lunezia, la Targa Tenco.
Il 23 settembre esce il primo album, “Fabbricante di canzoni”.
Simone ha finalmente modo di rivelare, attraverso canzoni di immediata comunicazione, le sue anime: quella già nota, irriverente e ironica; quella intima, poetica, osservatrice dei sentimenti, diretta erede della sua formazione legata alla grande canzone d’autore. Una appartenenza che nel disco si dichiara a livelli altissimi nel duetto con Sergio Endrigo, “Questo è amore”, emozione pura firmata dal grande artista istriano morto poco prima di potersi riascoltare in un disco che ha la rara qualità di essere autenticamente trasversale in senso generazionale. Nel disco compare anche, nella ghost track, il suo alter ego Rufus, creatura orribile che si impossessa del Cristicchi “buono” e romantico per rivelarsi in tutto il suo cinismo e la sua malvagità. Il personaggio talvolta irrompe, non atteso, negli spettacoli di Simone: un comico Mr.Hide, fantasma di un palcoscenico che Simone domina a meraviglia.
Anche il 2006 si apre nel segno di un maestro incontrato e perso troppo presto, Sergio Endrigo. Quell’insegnante che Simone si era già trovato a omaggiare aottobre, a Domenica In, con la rinnovata versione di “Io che amo solo te”. L’11 gennaio Cristicchi sale sul palcoscenico della Sala Sinopoli dell’Auditorium, a Roma, per la serata tributo all’artista scomparso per cantare “Questo è amore”, la “loro” canzone. Simone è nel cast (stellare) di una serata dove gli altri protagonisti sono Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Morgan, Sergio Cammariere, Tetes de Bois, Nada, Mariella Nava, Renato Zero, Roberto Vecchioni con Patrizio Fariselli, Bruno Lauzi, Marisa Sannia.
Si arriva così al Festival di Sanremo dove Simone (il “caso”, la “rivelazione”, il “tormentone”, il “pluripremiato”) arriva idealmente con quella sua valigetta da commesso viaggiatore, come fosse una delle tante tappe della sua lunga tournée che dall’estate precedente ha collezionato successi in tutte le città italiane. Ma che si tratti o meno di folle oceaniche o delle attente platee di piccoli locali, teatri, università, questo cantautore che mette in scena i paradossi della vita. Il bizzarro attore prestato alla canzone, si mette a parlare-cantare nel suo modo stralunato, eppure tremendamente lucido. Lo farà anche sul palcoscenico del Teatro Ariston, dove canta “Che bella gente”, scritta insieme ad una sorta di alter ego femminile (anche nel nome: Simona Cipollone), nata nel clima del suo spettacolo a metà tra teatro e canzone (ed è evidente il riferimento ad uno dei suoi grandi maestri, Giorgio Gaber ) “Centro di igiene mentale”.
E così, come lo spettacolo è spiazzante, divertente e provocatorio, lo è anche questa canzone ,che ha una direzione obbligata: quella di far riflettere. “Che bella questa gente che capisce tutto e che ha pistole con proiettili di malignità…questa gente che ti fa un mucchio di domande per usarle poi contro di te…questa gente che aspetta soltanto un tuo passo falso…Ma chi è questa bella gente?” I “normali”, naturalmente, tutti noi. Allora meglio “i matti che dicono quello che pensano e non accettano ricatti e compromessi e non si confondono con gli altri/ nel bene e nel male rimangono se stessi”. E’ questo il “Cristicchi style”.
Archiviata – ma solo momentaneamente – la prima esperienza sanremese, Simone continua il suo tour teatrale che, data dopo data, fa diventare sempre più conosciuti i protagonisti dei monologhi e delle canzoni del suo spettacolo dal forte impatto civile e sociale. Persone incontrate realmente nel corso di diverse esperienze di volontariato, altrettante voci del disagio mentale e della vita manicomiale, portatori “sani” di una sensibilità esasperata, talvolta disperata, quanto tenerissima.
“Centro di Igiene Mentale – spiega l’autore – è una vera Nave dei Folli alla deriva, in continuo mutamento, e la vedo viaggiare fortunatamente senza destinazione alcuna…”. Persone, non pazienti, che sono anche al centro di un documentario sugli ex manicomi (da lui stesso ideato), ma soprattutto del libro “Centro di Igiene Mentale” che Mondadori pubblica a febbraio 2007: un esordio narrativo brillante, basato su testimonianze “dirette”, su poesie e lettere mai spedite (spesso censurate), su documenti preziosi, alcuni dei quali risalenti ai primi del 1900, che ancora oggi mantengono una straordinaria umanità e attualità. In estate riecco il tour “Fabbricante di Canzoni”, legato all’album di esordio che a fine anno porta al suo autore l’ennesimo riconoscimento da aggiungere al suo medagliere: la Targa Tenco 2006 per il miglior album di debutto votata in modo quasi plebiscitario dalla numerosa giuria di giornalisti.
Sipario sulla 57° edizione del Festival di Sanremo e su “Ti regalerò una rosa”. Una “canzone-non canzone” in forma di lettera lacerante e commovente, microstoria di quel microuniverso della follia che tanto lo appassiona. Capolavoro senza tempo, brivido che non ci verrà risparmiato.